ANDREA MARCHETTINI Tavola disegno 1

Nei primi anni del Novecento lo scrittore francese Maurice Leblanc creò Arsenio Lupin, elegantissimo ladro gentiluomo vestito in frac che aveva sempre con sè il suo cilindro, utilizzava solo pigiami di seta, frequentava l'Opera e rubava per sé ma anche per i più bisognosi e sempre e solo ai più facoltosi.
Il nostro Lupin, ospite della puntata odierna, è Andrea Marchettini, che rubava i palloni anche ai giocatori avversari più forti per darli poi ai propri compagni.
𝗖𝗶𝗮𝗼 𝗠𝗮𝗿𝗸𝗲𝘁, 𝘁𝗼𝗴𝗹𝗶𝗰𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝘂𝗿𝗶𝗼𝘀𝗶𝘁𝗮̀: 𝘀𝗽𝗶𝗲𝗴𝗮𝗰𝗶 𝗹'𝗼𝗿𝗶𝗴𝗶𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝘀𝗼𝗽𝗿𝗮𝗻𝗻𝗼𝗺𝗲 "𝗗𝗷𝗮𝗹𝗺𝗮 𝗦𝗮𝗻𝘁𝗼𝘀"
Mi viene da ridere al solo pensarci: per tutti ero Djalma dos Santos Tassotti Marchettini, coniato dal tandem Girotti – Macchioni ai tempi della prima squadra. Lele era spudoratamente milanista e gli ricordavo, per movenze e per ruolo, Mauro Tassotti. Al soprannome utilizzato fin lì solo scherzosamente, però La Makkia aggiunse Djalma Santos, terzino brasiliano degli anni 70, per dare quel tocco di classe mista a "saudade". La cosa buffa è nello spogliatoio e sul campo mi chiamavano proprio così: "DJALMA"; quindi gli avversari, quando sentivano “Djalma” pensavano: oh, questo è forte…
𝗧𝘂 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗲𝗶 𝘂𝗻𝗮 𝗯𝗮𝗻𝗱𝗶𝗲𝗿𝗮 𝗲 𝘀𝗲𝗻𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶, 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗮𝗶 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗿𝗿𝗶𝘃𝗮𝗻𝗼 𝗼𝗴𝗴𝗶 𝗶𝗻 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮?
Mi fate sentire vecchio, mannaggia a voi!!! Ai giovani che arrivano in prima squadra consiglierei di avere sempre una base di umiltà totale, di seguire i "vecchi" ed ascoltare i loro insegnamenti anche se dimostrati con toni accesi. Consiglierei poi di mettere in campo sempre la voglia che devi avere per giocare nel Samba, perché poi tutto il resto viene davvero da sé: essere atleti è più importante di essere calciatori, essere grintosi è più importante di essere dei fenomeni, soprattutto per le categorie in cui siamo e per quello che vale la maglietta del San Biagio.
𝗨𝗻 𝗽𝗼' 𝗱𝗶 𝗼𝗽𝗲𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗮𝗹𝗴𝗶𝗮: 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗲 𝗹𝗲 𝟯 𝗲𝗺𝗼𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗯𝗲𝗹𝗹𝗲 (𝗱𝗮𝗶 𝗽𝘂𝗹𝗰𝗶𝗻𝗶 𝗮𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮) 𝗰𝗵𝗲 𝗵𝗮𝗶 𝘃𝗶𝘀𝘀𝘂𝘁𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝗶 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗶 𝗰𝗼𝗹𝗼𝗿𝗶?
Scelgo le tre emozioni più belle in ordine cronologico: la prima è il Trofeo Mondani vinto nei Pulcini; in quel torneo ho segnato il rigore decisivo in finale contro la Cremonese. Altro che Brasile!!!
La seconda è la vittoria del campionato di Prima Categoria nel 2009/2010. Penso una delle squadre più forti e complete mai viste prima.
Come terza e ultima scelgo la salvezza conquistata nel 2014/2015: ci davano tutti per spacciati, nel girone di andata avevamo pochissimi punti e invece è uscito lo spirito guerriero e ci siamo salvati tirando fuori tutto quello che avevamo: forse è stato come vincere un campionato
𝗧𝗿𝗮 𝗶 𝘁𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗶 𝗱𝗶 𝘀𝗾𝘂𝗮𝗱𝗿𝗮, 𝗰𝗵𝗶 𝗲̀ 𝘀𝘁𝗮𝘁𝗼: 𝗶𝗹 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗳𝗼𝗿𝘁𝗲, 𝗶𝗹 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗶𝗿𝗹𝗮, 𝗶𝗹 "𝘁𝗮𝗹𝗲𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗽𝗿𝗲𝗰𝗮𝘁𝗼", 𝗶𝗹 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗰𝗮𝗿𝗶𝘀𝗺𝗮𝘁𝗶𝗰𝗼?
Il più forte di tutti, ovviamente, Roberto Raimondi: un sinistro fatato come il suo non l'ho più visto su un campo da calcio. Sul ruolo del più pirla ho dei forti dubbi, perchè se lo giocano in tantissimi. Se devo eleggere qualcuno, scelgo la triade Gian Tassi – Raimondi – Roby Resta: tanto forti quanto simpatici e sempre pronti a scherzare!
Roby Resta che tra l’altro è anche forse il talento più sprecato, perché poteva giocarsela, quando ne ha avuto le possibilità, anche in serie D.
Il più carismatico indubbiamente Gian Tassi, che è stato il mio capitano e sicuramente un vero leader in campo e fuori.
𝗖𝗶 𝘀𝗮𝗹𝘂𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗰𝗼𝗻 𝘂𝗻 𝗽𝗲𝗻𝘀𝗶𝗲𝗿𝗼 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲: 𝗾𝘂𝗮𝗹'𝗲̀ 𝗹𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗱𝗶𝘃𝗲𝗿𝘁𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝘁𝗶 𝗲̀ 𝗺𝗮𝗶 𝗰𝗮𝗽𝗶𝘁𝗮𝘁𝗮 𝗮𝗹 𝗦𝗮𝗺𝗯𝗮?
Mah.. avrei mille aneddoti, ma sul serio eh. Però ce n’è uno che mi fa troppo ridere ancora adesso: ci stavamo giocando gli ultimi dieci minuti di una partita molto ma molto tirata anche se sul punteggio di 1-1. C'è una sostituzione. Entra un ragazzino alto, mai visto, della juniores e va a fare l’ala destra, proprio davanti a me.
Spendo i primi 5 minuti ad invogliarlo, a spronarlo, a urlargli dietro tutti i consigli di questo mondo; ma dopo questi fatidici 5 minuti, mi giro e lo vedo sfinito con le mani appoggiate alle ginocchia , bianco cadaverico, che cercava ossigeno.
Mi giro verso la panchina incavolato a bestia ed esclamo “ma chi ca++o è questo!?!?!?” L'ho insultato per tutta la parte rimanente della partita e a fine gara l’ho pure massacrato di nomi perché trovavo inconcepibile che a 18 anni un giocatore avesse l’autonomia di 5 minuti!!! Non ci crederete ma è stato l'esordio ufficiale di Nicolò Lazzarini. In allenamento poi gli ho chiesto scusa e da subito ha dimostrato grandi doti atletiche. Con gli anni, l’umiltà e la passione, da ragazzino spompato è arrivato ad essere un vero talento e oggi il capitano del Samba!! Te pensa….